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Frosinone, tre schiaffi alla Fiorentina del Centenario – Photo Gallery

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Frosinone, tre schiaffi alla Fiorentina del Centenario - Photo Gallery
Un'azione di Fiorentina-Frosinone (foto di Alessandro Bugelli)

In un “Franchi” vestito a festa, i ciociari dilagano. Raimondo fa doppietta, Bracaglia ci mette la testa. Viola senza gol dopo 180 minuti: sette reti incassate, zero all’attivo. Il centenario diventa una festa altrui.

Firenze – Il pallone, si sa, è un animale perfido. Non guarda il calendario, non rispetta i centenari, non s’inchina alle vecchie glorie né alle coreografie. E quando decide di essere maligno, trova sempre il modo di rovinarti la festa.

Così il Franchi imbellettato a festa per i cent’anni della Fiorentina s’è ritrovato con una banda di ciociari a ballare sul prato. Fiorentina zero, Frosinone tre. Non una rapina, si badi bene: piuttosto una di quelle sentenze calcistiche che arrivano dopo un primo tempo nel quale la Viola avrebbe potuto mettere il muso avanti e invece si è ritrovata sotto di due gol.

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Il centenario della Fiorentina

Il calcio è talvolta una faccenda da ragionieri: si contano i palloni dentro la porta, mica quelli che hanno accarezzato il palo.

E i pali, per la Fiorentina, sono stati due. Prima Mastantuono, poi Valdepeñas. Nel frattempo Gudmundsson aveva pure trovato la rete, ma il gol è stato cancellato. Insomma, la fortuna aveva già apparecchiato il tavolo per la beffa.

Il Frosinone, invece, non ha fatto il sentimentale.

Al 26′, Kvernadze ha sgroppato sulla sinistra e servito in area Antonio Raimondo, il quale ha trovato il pertugio giusto. Mancino rapido, pallone nello specchio e qualche responsabilità anche per De Gea, non irreprensibile nella circostanza.

La Fiorentina ha reagito. Ma reagire non significa necessariamente giocare bene.

Ha avuto il possesso, ha tirato, ha preso pali. Il problema era un altro: le idee arrivavano spesso separate dagli uomini. I reparti si guardavano da una certa distanza, come parenti invitati allo stesso pranzo ma seduti a tavoli differenti.

E allora il Frosinone ha colpito ancora.

Minuto 38. Calcio d’angolo di Calò, Bracaglia prende il tempo a tutti e incorna. Due a zero.

Qui il Frosinone ha mostrato la sua materia prima: ordine, ferocia, semplicità. Niente arabeschi da salotto. Palla inattiva, testa, rete. Il vecchio catechismo del football, quello che non passa mai di moda.

La Fiorentina, invece, nella ripresa ha cercato la rimonta affidandosi soprattutto al talento individuale. Mastantuono ha provato a illuminare il pomeriggio, ma attorno a lui il buio era piuttosto fitto.

Grosso ha mosso le pedine, inserendo Fagioli e Viery, poi Brescianini e Mandragora. Ma cambiare uomini non significa automaticamente cambiare partita.

E al 68′ Raimondo ha messo il sigillo sulla festa ciociara.

Bracaglia lo ha servito dopo una giocata che ha aperto la difesa viola; il centravanti ha controllato di petto e, senza chiedere permesso a nessuno, ha scaricato un sinistro sotto la traversa.

Tre a zero. Sipario.

Un gol da centravanti vero, di quelli che non hanno bisogno di presentazioni: stop, coordinazione, frustata. E doppietta personale.

Il resto è stato un malinconico trascinarsi verso il fischio finale. I tifosi viola hanno accompagnato la squadra con i fischi, mentre il Frosinone di Massimiliano Alvini si prendeva una vittoria di quelle che valgono doppio: per il risultato e per il modo in cui è maturata.

Le statistiche raccontano una Fiorentina dominante nel possesso, 59,6% contro 40,4%, e capace di produrre ben 25 tiri contro i 12 del Frosinone. Ma il pallone, quello vero, ha avuto un padrone diverso: quattro tiri in porta viola, sei ciociari.

Ed è qui che il football presenta il conto.

Puoi tenere il pallone, puoi occupare il campo, puoi prendere due pali. Ma se l’avversario ti segna tre volte e tu non riesci a segnare nemmeno una, il tabellone non conosce né possesso né attenuanti.

Per la Fiorentina è un avvio da incubo: due sconfitte nelle prime due giornate, sette gol subiti e nessuno segnato. È la prima volta nella storia della Serie A che la Viola comincia un campionato perdendo entrambe le prime due partite senza trovare la rete.

Il Frosinone, al contrario, porta a casa i primi tre punti e firma una delle imprese più rumorose di questo avvio di stagione.

Il centenario viola, insomma, ha avuto molti illustri invitati.

Ma la torta se la sono mangiata i ciociari. (Alessandro Bugelli)

Il tabellino

FIORENTINA-FROSINONE 0-3
Marcatori: 26′ e 68′ Raimondo, 38′ Bracaglia.

FIORENTINA (4-3-3):
De Gea; Jimenez (84′ Joao Mario), Dragusin, Pongracic (61′ Viery), Valdepeñas; Ndour (61′ Fagioli), Oulai (71′ Brescianini), Atta; Mastantuono, Pellegrino, Gudmundsson (71′ Mandragora).
Allenatore: Fabio Grosso.

FROSINONE (4-2-3-1):
Palmisani; Oyono, Calvani (74′ Cittadini), Monterisi, Bracaglia (74′ Terzic); Masini, Calò (82′ Grillitsch); Fini (46′ Zerbin), Schmid, Kvernadze; Raimondo (89′ Birligea).
Allenatore: Massimiliano Alvini.

Arbitro: Collu di Cagliari.

Ammoniti: Raimondo, Bracaglia, Jimenez, Calvani, Gudmundsson, Dragusin.

Spettatori: 23.132.

Photo Gallery di Alessandro Bugelli