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Il XXXVIII Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy ai piedi di Francesco Bettini

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Bettini-Anziliero (foto Actualfoto)

Il pilota di Portoferraio, al debutto con la vettura boxer giapponese e per la prima volta in coppia con Alyssa Anziliero,

 ha vinto di forza una tre giorni rallistica di forti contenuti, siglando il miglior tempo totale sull’intera doppia sfida italiana ed europea.

La gara valida per il Campionato continentale ha sorriso al francese Francois Delecour, con la Peugeot 306 maxi, un dominio anche in questo caso mai messo in discussione.

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Capoliveri (Isola d’Elba-Livorno), 26 settembre 2026 – Il XXXVIII Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy ha di nuovo conosciuto la firma di un pilota elbano, Francesco Bettini, su una Subaru Legacy RS del Team Balletti.

Il pilota di Portoferraio, al debutto con l’ingombrante ma efficace boxer della Casa “delle Pleiadi” e, per la prima volta, affiancato da Alyssa Anziliero, ha conquistato di forza la gara, valida per il Campionato Europeo e Italiano Rally Storici.

Un risultato a dir poco eccezionale per Bettini, che diventa così il quarto pilota locale a imporsi in un rally all’Elba, dopo l’indimenticato trionfo di Claudio Caselli nel 1992, seguito da quello di David Giacomelli nel 2001 e dal doppio successo di Emanuele Mannoni nel 2010 e 2011.

Una precisazione statistica: tutti i precedenti successi sono arrivati con vetture “moderne”. Per la celebre competizione storica, dunque, quella di Bettini rappresenta il primo assoluto alloro di un pilota elbano, a quindici anni di distanza dall’ultima affermazione di Mannoni. E, sempre per la statistica, Bettini ha siglato il miglior risultato globale della doppia sfida italiana e continentale, dunque un successo pieno, vibrante, oltre che ricco di significato, avvalorato da nove successi parziali sulle dieci prove a disposizione.

Al suo inseguimento, parlando della classifica riferita al Campionato Italiano, si era portato il veloce vicentino Andrea Smiderle, con Gianni Marchi su una vettura analoga a Bettini, poi costretti ad alzare bandiera bianca per una “toccata” danneggiando irrimediabilmente una ruota sulla lunga prova del “Volterraio” della mattina odierna, oltre 26 chilometri. Da quel momento Bettini ha poi amministrato il proprio vantaggio sul secondo (andando anche ad aggiudicarsi il quarto raggruppamento), diventato quindi il rodigino Matteo Luise, con Melissa Ferro su una BMW M3, con una prestazione come suo solito assai consistente, che peraltro li ha portati a cucirsi lo scudetto 2026 del quarto raggruppamento.  La terza piazza assoluta l’ha poi incamerata il senese Alberto Salvini con Tagliaferri (Porsche Carrera RS), anche vincitore del secondo raggruppamento, autore di una interessante progressione nonostante che durante la prima fase della tappa odierna abbia patito una scelta di gomme non ottimale e bravo a saper tenere testa ad un grande lottatore come lo svizzero “il Valli” con Cirillo, su una BMW M3, finiti dietro non troppo lontani. Non soddisfatti della gara, invece, i biellesi Negri-Zegna (Porsche), messi in crisi da un set-up mai trovato a dovere.

La classifica assoluta relativa al Campionato Europeo ha visto vincitore assoluto il blasonato francese Francois Delecour, acclamatissimo dal pubblico, che nonostante fosse al debutto sulle “piesse” isolane, ha fatto decisamente la parte del leone, con la Peugeot 306 Maxi, condivisa con Fabrice Gordon. Come accaduto per Bettini, Delecour ha preso in consegna la testa della classifica dalla prima prova speciale subito allungando con decisione sulla concorrenza, finendo ben in prima posizione della “pre 2000” della serie continentale, con passaggi che hanno letteralmente incantato il sempre esigente pubblico dei rallies. Il resto del podio è andato al polacco Maciej Lubiak, affiancato da Grzegorz Dachowski su una Porsche 911, che si è aggiudicato la classifica “pre 1992” mentre terzi hanno chiuso i francesi Genesca-Sompayrac, con la Toyota Corolla WRC, anche primi della categoria 5/WRC. Attardato invece il cuneese Brazzoli (Porsche), causa una foratura durante la quinta prova del venerdì, ma poi bravo a reagire – assecondato da Maurizio Barone – per finire in bellezza “vedendo” il titolo continentale di categoria.

Tornando all’avvincente e spettacolare corsa “tricolore”, il primo raggruppamento ha visto vincitori Antonio Parisi e Giuseppe D’Angelo, davanti ai rivali di sempre, Giuliano Palmieri, affiancato da Lucia Zambiasi, a 24”6, dopo un duello sempre piuttosto serrato per tutto l’arco della competizione. Entrambi avevano a disposizione una Porsche 911 e anche Palmieri, con questo risultato ha messo al sicuro il titolo tricolore di categoria della stagione.

Il terzo raggruppamento aveva visto primeggiare fino al venerdì sera Volpato-Sordelli sulla Ford Escort RS 2000, poi una rottura in questa giornata finale hanno poi festeggiato Bianco-Barbieri, con una Porsche 911 Sc, davanti alle meno potenti – ma agili – Fiat 127 di Sbalchiero-Crivellaro e VolksWagen Golf GTI di un altro driver locale di spessore, Massimo Giudicelli, con alle note Simone Marchi, terzi con soli 4”4.

 

La gara ha perso alcuni dei grandi attesi alla sfida: il pluridecorato Renato Travaglia, tornato sulla Ford Sierra Cosworth 4×4, si era fermato durante la seconda prova per una rottura, è ripartito poi al sabato, ha firmato il miglior tempo “europeo” sulla prima prova di giornata per poi decidere per il ritiro volontario, ininfluente per la sua posizione di classifica nel campionato continentale. Ha poi abbandonato anche Salvatore “Toto” Riolo, con la Subaru Impreza, per problemi ai freni, difficoltà che aveva palesato anche durante la prima tappa e pur ripartendo al sabato ha percepito che il problema non si era risolto. Anche il senese Walter Pierangioli, in coppia con Michela Baldini sulla Ford Sierra Cosworth 4×4, ha alzato bandiera bianca dopo tre prove per rottura di un semiasse.

Nel Trofeo A112 Abarth come “tradizione” momenti adrenalinici e tanto spettacolo, con vittoria finale per Bergamaschi-Sella con 16” su Fedolfi-Podeschi. Hanno completato il podio, con un passivo di ben oltre i due minuti, Molino-Barrera.

Nella foto: Bettini (Actualfoto)  in azione