Il Pisa costruisce, il Padova ringrazia: all’Arena Garibaldi passa lo 0-1 firmato Fusi per i biancorossi. Padroni di casa belli a tratti, ma il pallone non entra.
Pisa – C’è un vecchio vizio del calcio, antico come il cuoio delle scarpe e le domeniche d’agosto: puoi giocare meglio, puoi correre di più, puoi apparecchiare la tavola con una certa eleganza. Ma se non metti la palla dentro, prima o poi arriva qualcuno a presentarti il conto.
Il Padova, ieri sera all’Arena Garibaldi, si è comportato proprio così. Ha aspettato. Ha sofferto quando doveva. Ha difeso con ordine. E quando il Pisa gli ha offerto una fetta di campo e un briciolo d’incertezza, ha affondato il coltello. Fusi, minuto 63: 0-1. Partita incartata, chiave girata e valigia pronta per il ritorno verso il Veneto.
Il Pisa, invece, resta con il cerino acceso fra le dita.
Per un’ora abbondante i nerazzurri hanno dato l’impressione di avere più calcio. Vural e Zanon hanno cercato la porta dalla distanza, Petagna si è mosso con mestiere, Tramoni ha provato a mettere pepe alla manovra. E quando Pastina ha chiuso su Petagna al 35’, ha compiuto un intervento che valeva quasi quanto un gol.
Ma il calcio non premia i buoni propositi. Premia i gol.
E il Padova, pur senza incantare, ha avuto il merito più importante: non perdere la testa.
Calabro ha messo la squadra nella condizione di aspettare il momento giusto, concedendo qualcosa ma senza sbracare. I biancoscudati hanno tenuto il muso basso, lavorato sulle ripartenze e aspettato che fosse il Pisa a inciampare. Quando l’errore è arrivato, Fusi ha raccolto il regalo.
È una vittoria che pesa, perché ottenuta contro una squadra che in questa Serie B parte con ambizioni importanti dopo la dolorosa retrocessione dalla massima serie. Il Pisa aveva bisogno di una partenza che restituisse entusiasmo e soprattutto punti. Invece la prima giornata consegna ai nerazzurri una sconfitta casalinga e qualche domanda da mettere sul tavolo.
Non è però il caso di celebrare funerali alla prima campana del campionato.
La squadra di Bianco ha mostrato tratti interessanti, ha prodotto gioco e occasioni e, soprattutto nel primo tempo, ha avuto personalità. Le è mancato il colpo di martello. Quello che separa una squadra che gioca bene da una squadra che vince.
Il Padova, invece, ha fatto il Padova: serio, compatto, poco vanitoso e tremendamente concreto.
E questa è già una bella dote per un campionato lungo come una strada statale senza distributori.
L’Arena Garibaldi ha fatto il resto, con 9.122 spettatori a salutare il ritorno del Pisa nel campionato cadetto. Una cornice degna, una partita che avrebbe meritato un altro epilogo per i colori nerazzurri.
Ma il pallone, si sa, non conosce diplomazia. (Alessandro Bugelli)
IL TABELLINO
PISA (4-3-3): Confente; Zanon (86’ Calabresi), Caracciolo (46’ Bozhinov), Canestrelli, Leris; Loyola (74’ Ferrah), Leone, Vural (61’ Correia); Tramoni, Petagna, Marras (61’ Rao).
Allenatore: Paolo Bianco.
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Dellavalle, Sgarbi (77’ Silletti), Faedo; Carissoni, Pompetti (69’ Giunti), Fusi, Bianchi, Villa; Caprari (70’ Seghetti), Bortolussi (46’ Lasagna).
Allenatore: Antonio Calabro.
Arbitro: Mario Perri di Roma 1.
Rete: 63’ Fusi.
Ammoniti: Vural (P), Giunti (PD), Calabro (PD), Dellavalle (PD).
Angoli: 4-6.
Recupero: 1’ pt, 5’ st.
Spettatori: 9.122.
Stadio: Arena Garibaldi-Romeo Anconetani.
Marcatori: 63’ Fusi (PD).

























































